Venivano servite subito dopo la recita di Carnevale...con noi ancora tutti vestiti con i costumi di scena...
Uscivano dalla cucina di Suor Ernesta, luogo misterioso situato in cima a certe ripidissime scale, cui non ci fu mai permesso di accedere. Il divieto, in realtà, più che dall'anziana suora cuoca,
veniva dalle altre, quelle che si occupavano di noi al piano terra. Lei, la vedemmo soltanto poche volte..piccola, grassottella e sempre sorridente dietro gli occhiali dalla spessa montatura nera.
Da allora, non ho mai più trovato delle chiacchiere come quelle...grandi come fazzoletti, chiare e leggere come la neve, quasi trasparenti, che si scioglievano in bocca...
Una simile preziosità non poteva andare perduta...e infatti, ancora oggi, tra le pagine di un Artusi pieno di orecchie, ditate e sbuffi di farina, si nasconde, di quel giallino struggente come solo la carta invecchiata sa essere, la ricetta manoscritta delle Chiacchiere di Carnevale di Suor Ernesta.
"Per mezzo Kg di farina bianca occorrono uova intiere n.4, 4 cucchiai da tavola di zucchero un poco abbondanti, 4 cucchiai di olio di semi, 4 cucchiaini da caffè abbondanti di grappa, un pizzico di sale.
Si lavora molto bene il tutto, che deve essere un po' sostenuto. Si lascia un poco in riposo, ben coperto, circa una mezz'ora. Se l'impasto è di un Kg di farina si lascia in riposo di più e gli ingredienti vanno raddoppiati.
Passato il tempo richiesto, si lavora ancora un poco. Si passano i pezzetti nella macchinetta per la pasta, passando ogni buco fino all'ultimo, in modo che risulti ben sottile. Si taglia poi la pasta nella forma che più piace. Si friggono in abbondante olio di semi e ben caldo. Vengono subito a galla, si sgocciolano e si cospargono di zucchero a velo...
e poi...Buon Appetito!..."
Questa ricetta partecipa alla raccolta "a Carnevale ogni ricetta vale", di Carolina: http://lericettedicarolina.blogspot.com/2009/01/raccolta-carnevale-ogni-ricetta-vale.html

Che sensazione strana...ho frequentato elementari e medie dalle suore (da esterna) e ho ritrovato nel tuo post l'attrattiva che esercitavano sulla mia mente da bambina i luoghi inaccessibili e quindi avvolti da un alone di mistero...ho ritrovato anche l'affetto per alcune monache un po' speciali che sapevano trasmettere serenità e dolcezza con il loro amore per la vita un po' particolare...
RispondiEliminaLa ricetta e la foto sono tenerissime...le preparerò nei prossimi giorni e ti faro' sapere...
Intanto, grazie per essere mia fedele lettrice..!!:-))
RispondiEliminaAnch'io uno di questi giorni le vorrei fare..è che non ho mai tempo...e dire che ne varrebbe DAVVERO la pena..mi sono rimaste impresse dopo 20 anni..:-))
Si dice che il gusto e l'olfatto siano strumenti del ricordo piu forti delle immagini... In effetti riconoscerei il profumo della casa dei miei nonni tra mille...
RispondiEliminaQuando mia figlia ha cominciato a comporre i pensierini in prima elementare ha scritto "La mia casa è bellissima e profuma di dolci"...
Ecco le vere soddisfazioni della vita! (Ed ecco uno dei motivi per cui il tuo blog mi ha incuriosito fin dall'inizio!)...
Sono DAVVERO quelle, le soddisfazioni...le piccole cose che fanno parte della nostra vita e che solo quando vengono perse capiamo quanto siano importanti...
RispondiEliminaCiao, leggendo sopra devo dire che mi sono commossa perchè mi hai fattoricordare che anche io ho avuto una suora... " piccola, grassottella e sempre sorridente"!
RispondiEliminaBrava e grazie per la ricetta.
Da oggi seguirò il tuo blog complimenti.
Grazie, Rorò..:-))
RispondiEliminaPer me è bellissimo che già in due mi abbiate detto che vi siete emozionate leggendo il mio post..!!
Così mi date davvero l'ispirazione per scrivere ancora..!
Bacioni:-))
Ho appena aggiunto la tua ricetta alla mia raccolta. Grazie di aver partecipato!
RispondiEliminaA presto!
Che belle le ricette conservate sui foglietti di carta... io intanto me la sono copia incollata... e mi propongo di farla quanto prima!! Grazie e buon fine settimana!
RispondiEliminaBella la poesia che accompagna queste chiacchere!
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaChiacchiere impastate, fritte e...divorate! (Unica variante il limoncello al posto della grappa)... Mitica suor Ernesta!...
RispondiEliminaDai..!! Le hai già fatte?? Miiiitica:-))..Allora sono venute bene..?
RispondiEliminaBenissimo...però confesso che non le ho impastate a mano come, presumo, l'autrice della ricetta ma con l'impastatrice... Adoro tutti i piccoli elettrodomestici che facilitano i lavoretti!... Buon (sigh!)lunedì...
RispondiEliminaBeh, hai fatto benissimo a usare l'impastatrice..!! Si fa senz'altro meno fatica e probabilmente vengono anche meglio..!
RispondiEliminaBuona settimana anche a te..e alla prossima ricetta:-))
Ps:che impastatrice hai? La vorrei prendere anch'io..