Correva il lontano mese di novembre (2008, per la precisione).
La poliedrica Piccolacuoca, che, come i lettori più fedeli sapranno, nel tempo libero si dedica a fare la dottoressa, aveva da poco iniziato quella mostruosità trimestrale chiamata tirocinio post-laurea. La tapina si aggirava con l’occhietto spaurito per i corridoi silenziosi di quel reparto che tante volte aveva già frequentato in veste di studente e che ora sembrava tuttavia così diverso. Era entrata e si era presentata al suo tutor. Lui, un medico alto-alto e giovane come non si aspettava di trovare, l’aveva salutata tutto gentile, chiamandola dottoressa. Panico. Non che fosse una cosa nuova. Già quando sei studente agli ultimi anni di corso tutti ti chiamano dottore. Solo che ora era vero. Improvvisamente. Troppo. I giorni seguenti erano trascorsi nell’agitazione più totale. Il magico tutor però se ne era accorto e tutte le mattine, dopo la visita, si portava dietro Piccolacuoca giù di sotto alla macchinetta del caffè, o in cucina, dove gli infermieri avevano addirittura la Moka. E il mal di testa passava subito.
Un mattino che era tutta intenta a studiarsi le cartelle cliniche in una sala medici ancora semideserta, lui era apparso all’improvviso sulla porta e le aveva detto sorridendo “Vieni un po’ di là a vedere”. Lei gli era corsa dietro fino in cucina, dove accanto al loro solito caffè c’era un enorme vassoio di pasticcini. Avevano la forma dei krumiri, ma erano per metà ricoperti di cioccolato. Una giovane infermiera mora li stava spacchettando, tutta orgogliosa. “Dottore, ne prenda uno...! E’ una ricetta segreta...di pasticceria...non ci stanno uova, così li possono mangiare anche quelli che c’hanno l’allergia..!” e lui “Ti ho portato la dottoressa, che è golosa...” E così Piccolacuoca aveva scoperto un mondo...per la precisione l’Universo-del-biscotto-che-non-è-croccante-ma-si-sfa-magicamente-in-bocca-ma-non-è-pasta frolla-oddio-DEVO-avere-questa-ricetta.
Ma non l’ebbe mai. Perché quel mese finì, e il tirocinio di una Piccolacuoca ormai più tranquilla e sicura di sé continuò in un altro reparto.
Ma lei non ha mai smesso di pensare a quei biscotti...e al loro ingrediente segreto. Ed un giorno, molti mesi dopo, ci ha provato. Ha creato una strana pasta frolla; senza uova, ma con una nota cremosa: la ricotta.
E così, dopo tanto tempo, assaporando ad occhi chiusi un biscotto, sola nella penombra della cucina, Piccolacuoca torna per un attimo a quei freddi mattini di novembre, quando in quella strana, piccola cucina odorosa di alcol e di caffè, si affacciava timida e impaurita nel Mondo Dei Grandi, non credendo certo che in una sera lontana l’immagine di quei momenti sarebbe tornata da lei, con quel velo di struggente malinconia che solo i ricordi sanno avere.
E allora lì, sola con il suo biscotto, Piccolacuoca aggrotta la fronte e ancora una volta si stupisce di fronte al miracolo che un semplice sapore è in grado di compiere.
Poi si alza.
Il tempo di qualche fotina veloce, e di una nostalgica rievocazione dei fatti, e la ricetta è pronta per essere pubblicata sul blog.
Perciò, eccola qui, cari i miei lettori, con tutta la sua storia. :-)
Un mattino che era tutta intenta a studiarsi le cartelle cliniche in una sala medici ancora semideserta, lui era apparso all’improvviso sulla porta e le aveva detto sorridendo “Vieni un po’ di là a vedere”. Lei gli era corsa dietro fino in cucina, dove accanto al loro solito caffè c’era un enorme vassoio di pasticcini. Avevano la forma dei krumiri, ma erano per metà ricoperti di cioccolato. Una giovane infermiera mora li stava spacchettando, tutta orgogliosa. “Dottore, ne prenda uno...! E’ una ricetta segreta...di pasticceria...non ci stanno uova, così li possono mangiare anche quelli che c’hanno l’allergia..!” e lui “Ti ho portato la dottoressa, che è golosa...” E così Piccolacuoca aveva scoperto un mondo...per la precisione l’Universo-del-biscotto-che-non-è-croccante-ma-si-sfa-magicamente-in-bocca-ma-non-è-pasta frolla-oddio-DEVO-avere-questa-ricetta.
Ma non l’ebbe mai. Perché quel mese finì, e il tirocinio di una Piccolacuoca ormai più tranquilla e sicura di sé continuò in un altro reparto.
Ma lei non ha mai smesso di pensare a quei biscotti...e al loro ingrediente segreto. Ed un giorno, molti mesi dopo, ci ha provato. Ha creato una strana pasta frolla; senza uova, ma con una nota cremosa: la ricotta.
E così, dopo tanto tempo, assaporando ad occhi chiusi un biscotto, sola nella penombra della cucina, Piccolacuoca torna per un attimo a quei freddi mattini di novembre, quando in quella strana, piccola cucina odorosa di alcol e di caffè, si affacciava timida e impaurita nel Mondo Dei Grandi, non credendo certo che in una sera lontana l’immagine di quei momenti sarebbe tornata da lei, con quel velo di struggente malinconia che solo i ricordi sanno avere.
E allora lì, sola con il suo biscotto, Piccolacuoca aggrotta la fronte e ancora una volta si stupisce di fronte al miracolo che un semplice sapore è in grado di compiere.
Poi si alza.
Il tempo di qualche fotina veloce, e di una nostalgica rievocazione dei fatti, e la ricetta è pronta per essere pubblicata sul blog.
Perciò, eccola qui, cari i miei lettori, con tutta la sua storia. :-)
Ingredienti (per una grossa teglia di biscottini):
100 g burro
200 g farina 00
200 g ricotta
2/3 (due terzi) di bustina di lievito vanigliato
60 g zucchero (o più, se li si desidera più dolci. Questi non lo sono particolarmente, ma chi li ha assaggiati dice che vanno bene così...mah, fate voi :-)
200 g farina 00
200 g ricotta
2/3 (due terzi) di bustina di lievito vanigliato
60 g zucchero (o più, se li si desidera più dolci. Questi non lo sono particolarmente, ma chi li ha assaggiati dice che vanno bene così...mah, fate voi :-)
Esecuzione:
Sciogliere il burro in un pentolino. Versarlo in una scodella e amalgamarlo alla ricotta con le fruste elettriche. Aggiungere lo zucchero e infine la farina e il lievito. Con la sacca da pasticcere formare delle piccole girelle su una teglia rivestita di carta da forno. Cospargerle di zucchero (semolato, non quello a velo!). Infornarle a 180°C per 10-15 minuti, in forno ventilato. Una volta cotte, aggiungere, se si vuole, dello zucchero a velo.
devono essere deliziosi
RispondiEliminaChe bella storia che c'è dietro questa ricetta! Capisco che devi esserci molto legata! Vorrei provare a rifarli perchè sono semplici e devono essere ottimi.
RispondiEliminaVolevo dirti che non pubblicherò il tuo premio nel mio post di domani perchè già l'ho pubblicato, metterò solo un ringraziamento, con questo non vuol dire che l'attenzione che mi hai dedicato non sia gradita non mi fraintendere. Sei stata davvero un tesoro.
A presto.
Buona serata!
Ma che mito di biscottini: mi piace l'idea che l'impasto sia così morbido da poter usare una sacca da pasticceria...
RispondiEliminaLi proverò e ti farò sapere...
P.s. ma la granella di zucchero che fine ha fatto?
Che bella ricetta!!! me la segno... devono essere deliziosi!
RispondiEliminaGrazie a tutte..!! ^_^
RispondiEliminaPer Virò: intendi lo zucchero semolato che ho aggiunto prima di infornare a mo' di spolverata..? Beh, qui non si vede molto, ma si è "cementato" sulla superficie dei biscotti..se guardi con attenzione riesci a vederlo..specialmente nella prima foto, nei biscotti di sinistra :-)
Semplicemente fantastici.....da riprovare assolutamente...ciaooo Lady cocca
RispondiEliminasai che anch'io ultimamente sto facendo un sacco di biscottini?? mi diverte un sacco la preparazione!!! proverò anche questa ricetta, interessante l'uso della ricotta! un bacione.
RispondiEliminaCiao! ne prendiamo uno perchè sembrano buonissimi! con la ricotta poi anch emolto delicati!
RispondiEliminabacioni
che buoni questi biscotti!
RispondiEliminaé un miracolo quando un odore o un sapore riesce a farti sfiorare le immagini di un ricordo a cui tieni...
RispondiEliminaUn bacio.
Che bellissima storia dietro un dolce biscotto! :-)
RispondiEliminaAh è vero! Mi sono fatta ingannare dalla voce "granelli di zucchero" ed ho pensato alla granella, ecco perchè non la vedevo!
RispondiEliminaSai che credo che questo impasto così morbido vada bene anche per la siringa sparabiscotti?...Mi sa che ci provo...
passa da me... c'è un premio che ti vorrei donare ^_^
RispondiEliminaè una ricetta che mi paice molto per l'uso della ricotta proverò a fargli mi incuriosiscono molto
RispondiEliminaChe bella storia... che bei biscotti... e chissà che buoni!
RispondiEliminaCiao mi presento, sono Stefania, sono approdata al tuo blog attraverso altri.
RispondiEliminaDa qui in avanti verrò spesso a farti visita.
Questi biscottini sembrano buonissimi e molto leggeri e friabili, complimenti!!!!!!
ma pensa... li ho visti migliaia di volte in pasticceria ma non pensavo contenessero la ricotta! me li segno :D
RispondiEliminacomplimenti per questo fantastico blog, stavo cercando ricette e calorie, ho scoperto sia dei blog come i vostri sia quello della girella....lo conosci? ci sono pure delle ricette! ti lascio il link :www.girellablog.com
RispondiEliminaHo scoperto proprio oggi il tuo blog e il tuo modo di raccontare le cose mi piace un sacco! Questo racconto, in particolare, sembra una puntata di Grey's Anatomy...! :)
RispondiEliminaI biscottini sono fantastici, li copio subito, per un'amica che ha da poco saputo di essere intollerante alle uova...
Ciao e a presto!