venerdì 24 dicembre 2010

Monete fondenti (ripiene) & polvere di stelle...

...Ve lo avevo detto che la scatolina di cui sopra sarebbe stata riempita, no...? :-D
Così, complice anche il mini-barattolo di Rainbow Dust viola (sì, lo so che la traduzione NON è polvere di stelle, ma a me piaceva di più che "polvere arcobaleno..."!!), dicevo, essendomi da poco appropriata di siffatta meraviglia, nonchè di una fantastica penna per decori di cioccolato, davvero non potevo esimermi dal produrre qualcosa che li utilizzasse possibilmente entrambi, riducendo al contempo la cucina a qualcosa che non si può neanche immaginare :-D
Così ho replicato le monete di qualche tempo fa, variando l'aspetto esteriore ed anche il ripieno, preparandone 3 diversi:

1. marmellata di clementina+violetta candita (spezzettata nel mortaio)
2.marmellata di clementina
3.marmellata di clementina+ pasta di mandorle (ridotta in sfogliette con le dita)

La ricetta di base comunque è la stessa delle altre monete. Una volta pronte, le ho decorate col cioccolato fuso usando questa penna; la polverina brillante si può aggiungere indifferentemente quando il cioccolato è ancora fresco o già secco, tanto si attacca lo stesso.
I cioccolatini sono venuti tutti luccicanti, bellissimi...! *___*


E ora...non mi resta altro che augurarvi Buon Natale....!!! *_*

sabato 18 dicembre 2010

Di confezioni esclusive & firmate...



Dopo che ci siamo ampiamente sbattuti per produrre chili e chili di cioccolatini, mica possiamo andare dall'amico/parente e sbatterglieli sul muso in un contenitore da sugo monoporzione...!
E neanche in una scatola comprata, perchè il nostro smodato orgoglio creativo ci provoca un dolore fisico anche solo all'idea. Poi, di fondo, è evidente che siamo masochisti: altrimenti non ci saremmo messi a far cioccolatini.
Quindi, poichè gli sbattimenti non vengono mai soli, voilà, la nostra premiata ditta ha quest'oggi realizzato la propria confezione firmata.
E lo ha fatto, udite-udite, partendo da:

1. piatti di carta
2. tovaglioli di carta azzurri IKEA
(con l'ausilio di forbici, colla vinilica, pinzatrice, ago, nastri, stampante)

Servivano infatti materiali idonei al contatto con gli alimenti. E, si sa, la necessità aguzza l'ingegno...!



(Foto sotto) Cuoricini azzurri per coprire i punti metallici...


(Foto sotto) La scatolina sarà poi riempita...al prossimo post! La carta azzurra che si vede ripiegata ordinatamente all'interno, servirà per avvolgere il contenuto. Sul fondo è già inoltre disposto uno strato circolare di carta che risale parzialmente sui lati. Un analogo foglietto circolare rimane tra il coperchio e il contenuto, sporgendo in fuori tipo l'insalata nei sandwich :-D (vedi foto precedenti).


domenica 21 novembre 2010

Monete brillanti di fondente con ripieno alla confettura di clementine e loro scorzette


Dunque.
Posto che il Natale si avvicina, posto che ho aspettato con trepidazione il raffreddamento del clima per poter estrarre dalla naftalina l'armamentario da cioccolataia, posto che quest'idea la covavo da mesi (con tanto di bozze, disegni preparatori eccetera), fatto sta che quest'oggi, complice anche la pioggia ininterrotta e quella piacevole sensazione che dà lo starsene in cucina a pasticciare con in sottofondo un tranquillo film per famiglie alle 6 del pomeriggio, beh, finalmente le mie tanto sospirate Monete Ripiene hanno preso forma.

Ho preso uno stampo della Silikomart per monete di cioccolato (24 monete), ho fuso a bagnomaria circa 150 g di cioccolato fondente da copertura (marca Zaini, preso all'Esselunga), l'ho temperato, portandolo prima a 45 °C, poi appena sotto i 30, infine di nuovo appena sopra i 30 (vedi questo post per i dettagli sul temperaggio). Ho spennellato gli stampini col cioccolato facendo un movimento circolare, li ho messi in frigo a rapprendere, li ho poi tirati fuori e ci ho spalmato sopra con un cucchiaino un po' di confettura di clementine (del tipo con molte scorzette dentro e piuttosto amarognola). Ho poi scaldato di nuovo il cioccolato rimanente poco sopra i 30°C e ho ricoperto gli stampini usando un cucchiaino e spargendo il cioccolato dal centro verso i bordi, delicatamente per non smuovere la marmellata sotto. Ho rimesso il tutto in frigo a seccare, poi ho sformato le monete stiracchiando i singoli stampini con delicatezza per far sì che il contenuto si staccasse da solo, evitando di toccare il cioccolato con le dita (si scioglie e ci restano le impronte, rovinando l'effetto lucido).

L'assaggio...?
Un delirio.
Non vi dico altro.
:-D

mercoledì 17 novembre 2010

Macchina del pane: pane casereccio a lunga durata con crosta bianca croccante



...Come avrete capito, sono in fase panificatoria (!)
Stavolta ho finalmente sperimentato il malto, cosa che pregustavo di fare da tempo. Mi è venuto fuori un pane che personalmente ho apprezzato molto, un pane che dalle mie parti (Liguria di confine-Lunigiana) si trova dappertutto in infinite varianti, ovvero quelle pagnotte enormi in stile casereccio, spesso un po' scure e dalla pasta pesante e saporita. Hanno il pregio, oltre a essere squisite, di durare moltissimo, circa una settimana.
Questo che vi propongo, seppur simile per il resto ai pani sopra citati, in realtà tanto scuro non è, anzi, ha una crosta di un magnifico color panna, che mi ricorda quello che da noi si chiama pane di San Carlo; da piccola ci andavo letteralmente matta, litigandomi con il familiare di turno le fettine laterali, quelle del contorno, cosicchè la povera pagnotta restava fin da subito curiosamente mutilata.
E' magnifico da solo, ed anche per panini e bruschette. Provare per credere...!

Per una pagnotta da 500 g:

acqua tiepida 200 ml

sale 2/3 di cucchiaino

olio extravergine 1+1/3 di cucchiaino

malto d'orzo liquido 2/3 di cucchiaio, sciolto in un fondo di bicchiere di acqua tiepida SOTTRATTA DAI 200 ml DI CUI SOPRA! (PS: lo trovate al Naturasì)

farina tipo "0" Manitoba 356 g

lievito di birra liofilizzato 2/3 di bustina


Per la disposizione degli ingredienti, seguite le istruzioni della vostra macchina ( = mettere prima l'acqua, poi la farina, poi, AI 3 ANGOLI, 1 PER ANGOLO, malto sciolto, lievito, sale. L'olio non ho ben capito dove andasse messo. O al 4° angolo, oppure in uno spazio libero sulla farina.)
Usate il programma 2 (pane francese, circa 3 ore e mezza) della Macchina del pane, con doratura 2, e peso 500 g. Dopo averla così impostata, avviate infine la macchina.
Quando il pane sarà pronto, aspettate circa 10 min. dal segnale acustico, prima di toglierlo.

martedì 2 novembre 2010

Finto-risotto di pastina al radicchio, speck ed Emmental


Ho comprato una scatola di cartone all'IKEA.
Ebbene, non so come sia successo ma oggi è diventata niente meno che un set fotografico! Perchè mi sono accorta che anch'io, alla fine, ho un MIO stile: quello di improvvisare gli sfondi, appunto! E non potevo veramente scattare la foto sul tavolo della cucina: primo, non c'era posto dove poggiare la roba; secondo, sembrava un campo di battaglia!
Così ho preso il versatile oggetto di cartone neo-montato, et voila: ci ho apparecchiato sopra :-)
Con cosa...? Ma con uno sciccoso finto-risotto di pastina al radicchio rosso, speck ed Emmental!

Eccoli, i veri piaceri della vita...!

La ricetta (dosi per 1 persona):

Fate soffriggere in padella, con un po' d'olio, uno scalogno tritato e uno spicchio d'aglio schiacciato. Dopo un po' aggiungete mezza fetta spessa di speck tagliata a dadini (c.ca 35 g) e saltate il tutto. Aggiungete ora circa 4 grosse foglie di radicchio rosso tritate grossolanamente (considerate che io ho usato quello "tondo" fatto a palla, che ha le foglie MOLTO grosse :-) e lasciate stufare. Aggiungete poca acqua via via, finchè non è appassito completamente.

Lessate in acqua bollente salata 90 g di pasta piccola da minestrina, tipo conchigliette. Scolatele con leggero anticipo e terminate la cottura in padella saltandole col sugo, aggiungendo pochissima acqua via via. Servite spolverizzando con emmental grattuggiato a striscioline.

Volendo, potete anche passare il tutto sotto il grill del forno per qualche attimo!

martedì 19 ottobre 2010

Pagnotta al pomodoro, basilico e origano...con la Macchina Del Pane!


E’ iniziata una nuova era, in casa mia: da oggi si intraprende infatti il lungo, impegnativo, sorprendente percorso della panificazione domestica.

Ha perciò da poco fatto il suo ingresso in cucina, con la sua mole simpaticamente tondeggiante e quel tocco di malizia dato da un civettuola mise argentata con tanto di nome campeggiante a caratteri artisticamente in corsivo finto-a-mano, quella che, sono sicura, diventerà una mia grande, grandissima compagna d'avventure: la Macchina Del Pane, che però, alquanto trendyanamente, si fa chiamare col nomignolo molto più anglofono e chic di Pane Express.

Da quando, con braccia amorevoli, è stata sistemata nel suo nuovo posticino, il ripiano superiore del poderoso carrello BEKVAM (e chi bazzica per mobilifici svedesi farà, sorridendo, un cenno d’intesa), mi è sembrata piuttosto soddisfatta. Anche l’affettatrice, che le sta accanto, da sotto il suo vestitino a punto croce, non ha battuto ciglio. Stanno un po’ strette, là in cima, è vero. Ma sapienti mani hanno calcolato gli orientamenti spaziali in modo che nessuna delle due si faccia male durante le reciproche funzioni. E poi sono sicura che hanno già fatto amicizia.

Chissà cosa si dicono nei lunghi pomeriggi, quando la cucina è immersa nel silenzio e le luci sono spente. Magari si animano, come i peluche. Non mi sorprenderebbe scoprire che scappano in sala a dare festini con l’LCD e il videoregistratore, mentre il pupazzo di Mickey Mouse suona il pianoforte, la tigre di pezza vola per il corridoio a cavallo della scopa, e il decoder di Sky trasmette su sua personale iniziativa non voglio sapere cosa.

Comunque.

E’ innegabile che da subito ci siamo trovate simpatiche. Appena attaccata alla spina, quella tonda entità mi ha subito dedicato due BI-BIIIP carichi di enfasi, ed io, in tutta risposta, le ho ficcato tra le fauci metalliche mezzo chilo di Manitoba e due o tre altre cosette che poi vi dirò.

La piccina, quindi, dopo un attimo di indecisione, ha emesso un paio di colpi di tosse, un breve muggito ed ha iniziato a vibrare tutta saltellando piano, mentre iniziava a metabolizzare la mappazza che le avevo meschinamente rifilato.

Devo dire però che è stata bravissima. Dopo le canoniche tre ore e diciotto che avevamo patteggiato all’inizio, puntuale come un orologio e (ora farò felice la mia ex prof. di Italiano) con perfetta struttura circolare, da due porte chiuse di distanza mi ha recapitato un altro supplichevole BI-BIIIP , ripetendomelo con mortale insistenza a intervalli penosamente regolari, finchè le mie membra stanche non si sono alfine (seppur di malavoglia) sollevate dal monumentale divano EKTORP (svedese anche lui, è cugino di terzo grado del carrello).

E così è nato il mio primo pane, buono come non speravo, croccante come non avrei mai immaginato, col “glutine al punto giusto” (anche se non so di preciso cosa voglia dire, seppure credo abbia qualcosa a che fare con l’elasticità). Una trama interna che ricorda il pane casereccio di una volta, quello un po’ scuro che si taglia a fette e dura anche una settimana (e che io amo alla follia, riuscendo a ingurgitarne volumi inauditi per unità di tempo).

Piccolo particolare: ci ho messo anche 2 cucchiaiate di sugo al basilico STAR (!!), (non avevo fumato, giuro) e una manciatina di origano secco sbriciolato.

Forse è per questo che la pagnotta è venuta di un gradevole quanto insolito color PESCA.

E sa di pizza.

Ma è inutile, son soddisfazioni.


Ingredienti & procedimento per una pagnotta da 750g:

(Le indicazioni sono riferite alla macchina del pane “Pane Express”, ma sono applicabili a qualsiasi altra macchina, perché come impostazioni questi aggeggi sono tutti simili tra loro).

Io ho usato l’opzione n° 1 – IMPASTO BASE con DORATURA 3, aggiungendo il sugo e l’origano agli ingredienti previsti.

Acqua 240 ml

Sale 1 cucchiaino raso

Zucchero 1 cucchiaino

Olio 3 cucchiai

Farina tipo "0" Manitoba, 440 g

Lievito di birra secco 1 bustina

Origano 1 manciata (circa mezzo cucchiaio)

Circa 2 cucchiai di sugo al basilico STAR

Estraete il cestello dalla macchina , mettete prima l’acqua, poi la farina e infine zucchero, sale e lievito, ognuno in 3 angoli diversi affinchè non entrino in contatto tra di loro. Aggiungete infine il sugo e l’origano, al centro. Rimettete a posto il cestello, chiudete la macchina, collegate la spina, accendete l’interruttore posteriore e selezionate programma (n. 1 – BASE PER PANE BIANCO) peso (750 g) e doratura (liv. 3), dopodiché premete il tasto di attivazione sul display, mettetevi comodi e aspettate il tempo che apparirà sul display stesso (nel mio caso 3 ore e 18 min.). Al termine di questo, la macchina suonerà. Aspettate un altro quarto d’ora, poi spegnete l’interruttore posteriore, aprite lo sportello, estraete il cestello e capovolgetelo coi guanti da forno su un tagliere, per far uscire il pane, aiutandovi se occorre con una spatola DI LEGNO (non di metallo!!!), Una volta estratto il pane, togliete dal suo interno la paletta impastatrice che solitamente resta incastrata sul fondo della pagnotta.


sabato 28 agosto 2010

Torta morbidissima di mele e latte [con spunti comici...]

Una casetta seminascosta da lunghe file di meli, piegati e contorti come tanti centenari.
Un ragazzo dalla pelle bruciata dal sole si volta verso di noi, sorridendo.
- 'Giorno!-
- Salve...vorremmo delle mele -
- Ho solo Gala, per adesso.-
- Va bene... -
- Cassetta o sacchetto? -
- Sacchetto ! - Urliamo all'unisono, terrorizzati all'idea di introdurre una cassa di mele di montagna in una macchina già strapiena, come al solito, di oggettistica di vario genere.
- Quante ne volete? un chilo, cinque chili, dieci chili...? -
Mi volto verso Paciugo con sguardo interrogativo. Paciugo ricambia con uno sguardo identico al mio.
Cinque...? Abbozzo poco convinta rivolgendomi al ragazzo.
Per intenderci - fa lui, muovendosi verso una pila di sacchetti vuoti di diversa capienza - questo è da uno, questo è da cinque...e questo è da dieci.
Paciugo rivolge adesso uno sguardo pieno di consapevolezza prima a me e poi al ragazzo - Dieci - esclama con tono deciso (non escluderei che, da buon matematico, possa aver fatto il calcolo istantaneo del numero medio di torte producibili per chilo di frutta).
Il ragazzo annuisce e inizia a prelevare le mele dall'ultima di una pila di cassette ammonticchiate lì vicino. Intanto fa due chiacchiere con noi.
- Siete già di ritorno...? -
- Eh sì..-.
- Di dove siete...? -
- Parma...-
- Ostrega...! Ne avete ancora, di strada!!-
- Ehm...sì.-
- Ecco qua -
Il sacchetto viene posato su un'enorme bilancia, che segna 10 chili e 200. Non contento, il ragazzo ci regala altre 4 mele, dopodichè ci porge la borsa ormai stracolma, annodandola alla bell' è meglio.
Paghiamo, salutiamo e ci avviamo alla macchina.
-Tieni- mi fa Paciugo da perfetto gentlemen, depositando l'enorme sacchetto a terra nei pressi della portiera posteriore. Faccio per sollevarlo dalle maniglie, quando sento che la plastica cede pericolosamente. - Aiuto! Aiutami!! - Strillo in preda al panico, già vedendomi china a rincorrere mele rotolanti per tutta la valle. Paciugo accorre sollecito e in quattro e quattr'otto riusciamo a trasferire il tutto all'interno della macchina, dopodichè il sacchetto si squarcia definitivamente e un mio - Nooooooo!!! - disperato accompagna lo spargimento, su sedile e pavimenti dell'automobile, di 10 chili di mele, il cui affettuoso rotolare ci accompagnerà per tutto il viaggio a seguire.
Naturalmente, non ci siamo sobbarcati 10 kg di mele a zonzo per la macchina per niente: appena arrivati a casa ci abbiamo fatto la torta.

Ingredienti:
4 mele (noi abbiamo usato le Royal Gala)
100 g di farina 00
50 g di fecola
100 g di zucchero
130 g di burro fuso
2 uova
la scorza grattugiata di un limone
1 bustina di lievito per dolci
250 g di latte fresco intero
2 cucchiai di zucchero per guarnire

Lavorare il burro fino a renderlo cremoso. Aggiungere lo zucchero e mescolare. Aggiungere le uova uno alla volta e amalgamare bene. Aggiungere farina e fecola e mescolare. Sciogliere il lievito nel latte e aggiungere quest'ultimo all'impasto. Mescolare bene con un cucchiaio. Il tutto dovrà risultare piuttosto liquido. Aggiungere parte delle mele tagliate a cubetti. Rivestire una tortiera rotonda non troppo grande con della carta-forno e versarvi l'impasto. Decorare la torta con fette di mela disposte a piacere, spolverizzare con lo zucchero e infornare a 175°C per un'ora circa.
PS: se si colora troppo velocemente la superficie, copritela con della carta stagnola perchè non bruci.

giovedì 26 agosto 2010

Spätzli saltati con pancetta affumicata, cipolla e formaggio semigrasso di montagna

Con questa (sfiziosa) ricettina fa il suo ingresso in società (o meglio nell'allegro, colorato, artistico ecc. mondo dei foodbloggers) un curioso personaggio, che da qualche tempo armeggia intorno ai fornelli con crescente entusiasmo e una notevole fantasia.
Egli, interrogato questa mattina sul possibile pseudonimo con cui presentarsi, dopo averci pensato su per un paio di secondi, ha risposto serissimo e con tono convinto: "Paciugo". Questo, ovviamente, ha scatenato un immediato slancio di ilarità nella sottoscritta e nella di lui madre, che, asciugandosi le lacrime, ripeteva, tra i singhiozzi "...si! ...Si!" con un entusiamo che lasciava trapelare la profonda convinzione che nessun nome, meglio di quello, sarebbe stato adatto a descrivere la complessa personalità dell'amato figliolo.
Perciò, dopo aver educatamente salutato i lettori, Paciugo mi riassume brevemente il procedimento per preparare il gustoso piatto di cui sopra, ed io trascrivo fedelmente il tutto.

Dunque. Gli spätzli (verdi) li abbiamo comprati già pronti; noi ci trovavamo in montagna, ma penso si possano reperire anche in città, nei supermercati più forniti.
Si fa un soffritto con olio e cipolla, poi si aggiunge la pancetta affumicata a dadini; intanto si cuociono gli spätzli in acqua bollente salata e una volta pronti si scolano e si aggiungono al soffritto, facendoli saltare per qualche istante. Si uniscono quindi il formaggio semigrasso tagliato a cubetti e poco burro. Si fa sciogliere il formaggio mescolando, e si serve la pasta caldissima.
(PS: il formaggio in questione è un semigrasso di montagna; potete usare comunque qualsiasi formaggio simile all'Asiago o al Casera. Al sugo non abbiamo aggiunto sale, a causa della pancetta che era già piuttosto saporita).


martedì 17 agosto 2010

Pasta frolla lievitata (!) con crema e lamponi freschi

Cosa fare con 3 (grossi) bicchieri stracolmi di lamponi (e qualche mora), amorevolmente raccolti uno a uno nei boschi dell'appennino Parmense..?
- Son così profumati - ha detto qualcuno (me)...- Che bisogna lasciarli il più possibile integri, al naturale. -
E cosa c'era di meglio, a tale scopo, di una base di pasta frolla ricoperta di deliziosa crema pasticcera aromatizzata con vaniglia e limone...?
In realtà la pasta proprio frolla non è, nel senso che ho aggiunto un po' di lievito...; è risultata di una consistenza più morbida e sbriciolosa, perfetta per il nostro scopo; però è consigliabile metterla a cuocere con dei pesi sopra (tipo fagioli secchi, che noi purtroppo non avevamo), altrimenti lievita a dismisura e diventa troppo alta!!

Per una torta di 26 cm di diametro:
per la decorazione:
- 3 bicchieri abbondanti di lamponi (se sono 4 è ancora meglio)
- zucchero a velo

per la pasta frolla:
- 250 g farina 00
- 1 uovo intero + 1 tuorlo
- mezza bustina di lievito per dolci
- 110 g zucchero
- 120 g burro

per la crema pasticcera:
- 50 g farina 00
- 500 ml latte
- 4 tuorli
- 100 g zucchero
- 1 bustina di vanillina
- qualche scorzetta di limone

Per la pasta:
lavorare il burro e la farina con le dita finchè non assumono una consistenza tipo briciole di pane; aggiungere il lievito e amalgamare il tutto; sbattere le uova con lo zucchero e poi aggiungerli al resto. Lavorare velocemente l'impasto, fare una palla e riporre in frigo per 30 minuti.

Per la crema:
Far intiepidire il latte in un pentolino con la vanillina e la scorza di limone. Sbattere i tuorli con lo zucchero; aggiungere il latte e mescolare; versare il tutto nel pentolino dov'era il latte, e, col fuoco al minimo e mescolando, versare la farina poco per volta setacciandola con un colino. Portare lentamente a bollore mescolando continuamente; spegnere quando si è addensata bene.

Imburrare una teglia tonda a cerniera di 26 cm di diametro; mettere la pasta al centro e spargerla sul fondo con le dita, arrivando fino ai margini della teglia e risalendoli per formare i bordi della torta.
Bucherellare la superficie con uno stuzzicadenti. Ricoprire con un disco di carta forno pieno di fagioli secchi ed infornare a 175°C per 20 min. circa.
Quando è pronta, togliere i fagioli secchi e la carta, ricoprire con la crema (una volta raffreddata la crema stessa) e infine con i frutti di bosco precedentemente lavati e scolati su carta assorbente.
Spolverizzare con abbondante zucchero a velo.
Servire tassativamente fredda...!
PS: se dovesse lievitare troppo, cancellando così il bordo, l'unica cosa da fare è lavorare di coltello e scavare la torta quel tanto che basta a creare una cavità che contenga la crema...! (Cosa che ovviamente mi è successa...il risultato finale, comunque, ha ampiamente ripagato della fatica!)

sabato 14 agosto 2010

Pasta fresca: le Farfalle


Ieri abbiamo provato a fare la Farfalle.
Una soddisfazione...!
Abbiamo usato 1 uovo per ogni etto di farina (00); per 1 kg di impasto abbiamo inoltre aggiunto poca acqua e 2 cucchiai d'olio, in modo che il tutto risultasse comunque molto sodo.
Abbiamo passato la pasta nell'Imperia dal primo (più spesso) fino al terzultimo spessore, ripetendo l'ultimo passaggio 2 volte.
Poi, con rotella, coltello e (soprattutto) punta delle dita, è venuta la parte più divertente...e sono nate le nostre prime Farfalle autoprodotte...!!!
(...Ed ora non ci resta altro che decidere quale sia il sugo più adatto :-))




mercoledì 21 luglio 2010

Carbonara rivisitata, con mezze maniche, pepe nero & tartufo

E stasera si replica.
Mica potevo abbandonarlo a un destino di solitudine chiuso nel suo triste barattolo, quel piccolo funghetto nero...!
Così ci è scappata la pasta. E che pasta...!

Per una persona:
Fate un soffrittino con uno scalogno, facendolo arrivare alla soglia dello sbruciacchiamento, che è più buono.
Regolate di sale.
Scolate la pasta (rigorosamente mezze maniche rigate), tenendo da parte un po'd'acqua di cottura, e unitela (la pasta) al soffritto, insieme a un cucchiaio d'acqua di cottura. Fatela tostare bene fin quasi a renderla croccante; poi rompeteci dentro un uovo e mescolate bene fino a cottura dello stesso. Impiattate e spolverate di pepe nero e scaglie di tartufo.

Assolutamente sublime!

martedì 20 luglio 2010

Insalatina tiepida di patate al burro, scalogno e tartufo


Io adoro l’insalata di patate.
E questa non me la potevo proprio perdere.
Inventata in una serata come tutte le altre...di diverso c’era solo una cosa: LUI...una presenza insolita nel mio frigo, amorevolmente avvolto in un tovagliolo umido e riposto al sicuro in un ex barattolo della marmellata.
Sua Maestà Il Tartufo.
Giusto il tempo per una rapida consultazione della mia bibbia dell’abbinamento gastronomico, e poi lllllà, è nata questa chicca gastronomica, che mi ha lasciato con un solo rammarico: le patate erano troppo poche...ne volevo ancora!!!

Per una persona:
Ho preso una patata media e l’ho tagliata a fette spesse circa 1,2 cm e poi ogni fetta in cubetti piuttosto piccoli.
Ho affettato sottilmente uno scalogno e schiacciato uno spicchio d’aglio, poi diviso in 2 metà.
Ho tagliato una fettina di burro, e l’ho amalgamato a parte dello scalogno e sale dentro una coppetta tonda da macedonia.
Ho cotto la patata in acqua bollente salata aromatizzata (l’acqua) con la restante parte dello scalogno e l’aglio aggiunti a freddo prima del bollore.
Ho scolato le patate, l’aglio e lo scalogno e li ho messi nella coppetta insieme al burro aromatizzato, mescolando per un po’ finchè il burro non si è sciolto e le patate non hanno iniziato a prendere il condimento, sfaldandosi appena. Ho aggiunto qualche scaglia di tartufo nero, e un filo di olio al tartufo bianco (Quest’ultimo si può anche omettere).

venerdì 21 maggio 2010

Happy Birthday, piccolacuoca...!

Ebbene sì, o affezionati lettori...
oggi è il compleanno di piccolacuoca!
Tuttavia, essendo ella tornata a casa piuttosto a corto di forze (come tutti i giorni, del resto), la baldoria, con annessa produzione di dolci/cibi vari/ gadget ad alto contenuto calorico, è rinviata necessariamente al weekend...!
Pertanto, la sopracitata personaggia vi manda un bacio, e si ritira con carta e matita a progettare la sua torta.
Aspettatela qui fiduciosi, mi raccomando...!


giovedì 8 aprile 2010

Food-shopping in Rome: indirizzi cercansi :-)

Lettori di Cheprofumino, a raccolta...! Piccolacuoca ha bisogno di voi...!

Prossimamente l'inquilina del presente blog si troverà ( o almeno così spera) a bazzicare nella capitale...e data la sua perversa natura di foodblogger, ha assoluta necessità di conoscere gli indirizzi di qualche negozio di articoli da cucina/formine/stampini/robe da pasticceria INTROVABILI situati nella città eterna.

Che ci volete fare, è la sua fissa...

Piccolacuoca adora il Foodshopping...!! (...Allo stesso modo in cui adora girare a piedi, sentire l'aria fresca sulla faccia, guardare il cielo mentre si fa sera e altre cose così. Ma per quelle può arrangiarsi da sola, mentre per i suoi Food-acquisti ha bisogno di voi.)

PS: in particolare, sapete se/dove potrei trovare a Roma questo aggeggio , dietro il quale sto sbavando da mesi...? (E' un timbrino per fare le scritte sui biscotti)

Please...help me..!! :-))

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua, & Le mie prime uova di cioccolato [marmorizzate!]

E' qualcosa di magico, il cioccolato.
Ti compri la prima formina, quella per i cioccolatini, la più semplice, con i cubettini...poi ci provi, e la prima volta vengono tutti opachi e fragili, perchè sulle istruzioni della confezione hanno pensato bene di omettere la fase del temperaggio (criminali!!!).
Va bene, ritenteremo.
Poi pensi: beh, ma io il piano di marmo mica ce l'ho, e in fondo anche se ce l'avessi non sono il tipo da cose tanto laboriose e soprattutto sono convinta che esista un modo molto più semplice e indolore per rendere lucido il cioccolato. Così lo raffreddi poggiando il pentolino in acqua, mescolando. Hai il termometro, ma impari a valutare la temperatura del cioccolato dall'aspetto. E' emozionante vedere quando inizia a brillare.
E' qualcosa di deliziosamente solitario. Non so perchè.
Del resto non ce lo vedo Mago Merlino a fare le pozioni in mezzo alla ressa. Forse è una cosa delle creazioni in generale, nascono dai momenti trascorsi in compagnia di se stessi. Certo che poi le condividiamo con gli altri, però le idee migliori sono convinta che nascano così.
Unico ammesso, il CD preferito.
La musica è la migliore amica della fantasia.


Comunque, per farla breve, questa è la agognata celebrazione del mio nuovo e tanto bramato stampo per uova di cioccolato...che non si trova da nessuna parte e che ho faticosamente scovato alla Fiera di San Giuseppe, su un fantastico, sterminato banco della Silikomart, al quale avrei volentieri lasciato l'intero stipendio...

In pratica ho temperato il cioccolato (vedi qui) e l'ho fatto colare (in 3 volte successive, facendo rapprendere leggermente ogni volta) negli stampi precedentemente decorati con ghirigori di cioccolato bianco lasciati solidificare parzialmente, ottenuti con una mini sacca da pasticcere fatta con la carta-forno (vedi qui). Facendo oscillare lo stampo, il cioccolato fondente si distribuisce anche sui lati e marmorizza quello bianco. Ho messo il tutto in frigo per una notte, poi ho sformato le mezze uova e le ho saldate dopo averle passate per pochi secondi sul fondo di una padella calda.

Questa cosa della marmorizzazione però è un lavoraccio. La prossima volta spennello gli stampi col fondente e decoro le uova una volta pronte:-)

lunedì 22 marzo 2010

Il Sogno di Ogni Goloso: Cuoricini fondenti con ripieno morbido al Grand Marnier [e istruzioni sul temperaggio del cioccolato]


Il sogno di ogni goloso...*___*

Ingredienti: (per c.ca 20 cioccolatini)

per la copertura lucida esterna:
- c.ca 200 g di cioccolato fondente da copertura, (quello in blocchi grossi con c.ca il 50% di cacao)

per il ripieno:
- c.ca 80 g di cioccolato del tipo di cui sopra;
- 2 cucchiai di latte intero o panna
- 1-2 cucchiai di Grand Marnier

Attrezzatura: (il kit del cioccolataio:-)

- 1 stampo in silicone per cioccolatini tipo praline (cioè abbastanza capienti e uniformi: non mi usate animaletti con zampine eccetera, lasciateli per i cioccolatini NON ripieni);
- 2 scodelle metalliche a FONDO TONDO, tipo quelle da pasticcere per lavorare gli impasti con la frusta. Una delle 2 possibilmente con beccuccio versatore;
- 1 pentolino di diametro tale che le 2 scodelle di cui sopra ci stiano adagiate in cima;
- Un recipiente in cui le scodelle entrino solo con parte del fondo;
- 1 spatola lunga di quelle per spalmare la glassa sulle torte;
- 1 spatola di quelle per raccogliere gli impasti dal fondo delle scodelle possibilmente di silicone;
- Cucchiaino;
- Cucchiaio;
- Tappo con beccuccio versatore, tipo quelli per l’olio;
- Termometro per alimenti;
- 1 pennello per uso alimentare MOLTO STRETTO (deve entrare negli stampini);

Esecuzione:

("Temperaggio". NB: questo procedimento serve a rendere lucido il cioccolato.):
Mettere sul fuoco il pentolino con un po’ d’acqua,e poggiarci sopra una delle 2 scodelle metalliche (quella col beccuccio versatore).
Tagliare circa metà del cioccolato per la copertura in pezzettini grossolani, e metterli nella bacinella che è sopra il pentolino. Mentre fondono, mescolarli piano. Quando il cioccolato è completamente fuso, misurare la temperatura: deve raggiungere i 45°C (= sopra i 40). Non smettere mai di mescolare.
Raggiunta la temperatura, spegnere, e mettere la scodella col cioccolato a raffreddare con il fondo immerso nel recipiente contenente dell’acqua fredda. Continuare a mescolare e portare la temperatura a 28°C (= meno di 30), quindi rimettere la scodella sul pentolino al fuoco e riportare a 32°C sempre mescolando (= superare i 30 ma di poco).
A questo punto il temperaggio è finito e il cioccolato può essere usato.

Con un pennello, spennellare fondo e pareti degli stampini, poi metterli in frigo per 15 min o finchè il tutto non è solido.

Intanto, preparare il ripieno. Questo cioccolato qui, invece, non serve temperarlo.
Farlo fondere come sopra nella seconda scodella, aggiungere il latte, mescolare finchè non torna lucido, indi aggiungere il liquore dopo aver applicato alla bottiglia il tappo dosatore. Man mano che lo versate, l’impasto diventerà sabbioso tipo cemento: continuate a versare il liquido mescolando finchè non torna lucido. Se dovesse restare sabbioso, aggiungere ancora liquido. Questo succede perché il cioccolato è molto grasso e il liquore invece è acquoso, quindi le 2 cose per amalgamarsi devono essere in proporzioni particolari..altrimenti il tutto diventa, appunto, sabbioso. Per risolvere il problema, comunque, basta aumentare il liquido.

Una volta che il cioccolato è tornato lucido, dicevo, va lasciato raffreddare un po' prima di metterlo negli stampini, per far sì che non vada a fondere il guscio di copertura. Fatto ciò, si può quindi mettere negli stampini con 2 cucchiaini (il primo raccoglie l'impasto, il secondo lo toglie dal primo e lo fa cadere), avendo cura di non arrivare proprio fino al bordo, ma restando un po' sotto. Mettere quindi in frigo per almeno una notte o finchè è solidificato il ripieno.

Poi, ripetere il temperaggio e versare il cioccolato sugli stampini fino a riempirli. Raschiare via il cioccolato in eccesso con la spatola lunga e mettere in frigo a seccare. Sformare premendo delicatamente sui singoli stampini.

Conservare in frigo e servire freddi.

domenica 14 marzo 2010

Caffè Marocchino, ovvero La Cura Contro L'Emicrania...


Allora.
Tutto è nato nel momento in cui mi sono ritrovata a fare una curiosa constatazione: tutti i sabati, alla stessa ora, all'improvviso mi viene un sonno tremendo, con nausea e successivamente mal di testa. Sarà mica la famosa Cefalea Del Week End, da calo adrenalinico..?
Mah.
Fatto sta che il rimedio della nonna è sempre in agguato (e spesso funziona, anche).
Così, è venuto fuori questo delizioso bicchierino.
E, inutile dirlo, mi è anche passato il mal di testa.


Ingredienti:

latte intero (se proprio non l'avete, va bene anche quello parzialmente scremato, ma monta di meno)
caffè
caffè in grani (per decorare)
un quadratino di cioccolato fondente
cacao in polvere
zucchero


Esecuzione:

Prendere un bicchierino di vetro spesso da dessert, metterci un quadratino di cioccolato fondente e far fondere il cioccolato nel microonde.
Fare il caffè con la Moka.
Fare la schiuma con il latte intero tramite l'apposito attrezzo, usando un bicchiere alto da bibita (sennò schizza tutto fuori!!).
Versare il caffè nel bicchierino in cui avrete fuso il cioccolato, aggiungere delicatamente la schiuma di latte con un cucchiaino, poi spolverizzare con zucchero e cacao e aggiungere 2-3 chicchi di caffè per decorare. (In realtà mi è venuto in mente che forse è meglio zuccherare parzialmente il caffè prima di versarlo nel bicchierino, e poi aggiungere il restante zucchero dopo, sulla schiuma...fate voi. Era solo per il fatto che sennò vi tocca subito mescolare, per non bere il caffè amaro, "scompisciando" tutto il fondo di cioccolato) :-)

lunedì 8 febbraio 2010

Bicchierini di panna cotta ai pistacchi di Bronte, con scaglie di cioccolato fondente


...Ebbene sì, siore e siori: quest'oggi si prosegue, dopo la gloriosa inaugurazione di ieri, con La settimana del Colesterolo..!

Quindi, o lettori gaudenti, preparatevi a dilettare i vostri esigenti palati con un altro dolcino mooolto sfizioso...!


Ingredienti (x 3 bicchierini):
200 ml panna fresca liquida
40 g granella di pistacchi di Bronte (o pistacchi macinati al momento nel mixer)
Mezzo cucchiaio abbondante di zucchero (regolarsi assaggiando)
Mezza bacca di vaniglia Bourbon aperta a metà
Mezzo cucchiaio abbondante di preparato per budino alla vaniglia NON zuccherato

Esecuzione:
Mescolare zucchero e granella di pistacchi.
Scaldare a fuoco basso in un pentolino spesso e antiaderente la panna con la bacca di vaniglia aperta a metà, la granella di pistacchi e lo zucchero, mescolando continuamente. Quando è tiepida, spegnere e aggiungere il preparato per budino amalgamando lentamente il tutto con la frusta. Con un cucchiaino, raschiare i semini di vaniglia dalla bacca (dopo averla ripescata) e amalgamarli al resto. Riaccendere e mescolare; al primo accenno di bollore, spegnere e togliere dal fuoco. Mescolare per qualche minuto perché non si formi la pellicina sopra, poi mettere nei bicchierini e coprire con pellicola. Quando sono freddi, trasferire in frigo e lasciarli lì per qualche ora.
Servire fredda, con pistacchi a pezzetti, e piccole scaglie di cioccolato fondente. Ci starebbe bene anche un qualche tipo di biscottino, stile lingue di gatto, da usare a mo' di cucchiaino...!

domenica 7 febbraio 2010

Cuoricini fondenti con ripieno morbido alla menta


Una parola soltanto.
Questi cioccolatini sono pura libidine...!!!
Sentendo per la prima volta la pubblicità di una nota marca dolciaria, che parlava di scioglievolezza...beh, lo confesso: lì per lì ero rimasta un po' perplessa, sia dal punto di vista lessicale che da quello gastronomico.
Poi, ho fatto una (è proprio il caso di dirlo) dolcissima scoperta...: la panna liquida, aggiunta al fondente, gli dona questa magica proprietà tattile, che nessun altro termine, ora l'ho capito, è in grado di esprimere.
...E a breve partirà un'altra "infornata", perchè, ho come l'impressione, queste piccole delizie finiranno MOOLTO presto:-)


Ingredienti (x 6-8 grossi cioccolatini)

(Per il rivestimento esterno):
Circa 100-120g cioccolato fondente minimo al 50% cacao

(Per il ripieno):
Circa altri 80g di cioccolato fondente come sopra
c.ca 2 cucchiai di panna fresca liquida
c.ca 1-2 cucchiai di sciroppo di menta (assaggiare man mano che si aggiunge e regolarsi)

Esecuzione:

Fondere 2/3 del cioccolato destinato al rivestimento e temperarlo secondo queste istruzioni (clicca qui). (Un grazie a Fiordivanilla...!)
Con un pennello, rivestire gli stampini con uno strato di circa 2mm, poi mettere in frigo per circa 20 minuti.
Intanto, fondere a bagnomaria il cioccolato per il ripieno senza temperarlo, toglierlo dal fuoco, aggiungere la panna, amalgamare bene, e infine versare lo sciroppo di menta poco alla volta, mescolando ancora.
Estrarre gli stampini dal frigo quando il cioccolato si è solidificato, mettere il ripieno fin quasi al limite superiore dello stampino, controllando prima che il ripieno stesso sia freddo (sennò va a fondere il rivestimento!!). Lasciare raffreddare in frigo per almeno una notte o finchè il ripieno è diventato solido.
Infine, ricoprire con la restante parte del cioccolato da rivestimento dopo averlo temperato e livellare il tutto con una spatola, raschiando via il cioccolato in eccesso. Lasciar raffreddare in frigo e poi sformare i cioccolatini premendo leggermente sui singoli stampini.
NB: servire freddi di frigo, oppure a temperatura ambiente...io preferisco la prima opzione, anche perchè sennò il ripieno è troppo molle.

domenica 31 gennaio 2010

Zuppa d'orzo con legumi, wurstel e crostini tostati, aromatizzata alla senape


Dunque.
E' cosa nota che, per qualche oscuro motivo insito nella mia genetica, io non riesca, neppure con tutta la buona volontà, a seguire alla lettera una ricetta.
Nel senso che parto piena di tanti buoni propositi, tutti gli ingredienti previsti disposti ordinatamente davanti a me...ma poi, si sa, da cosa nasce cosa...e così mi ritrovo a pensare che insieme a questo starebbe bene quello...e se ci mettessi un po' di quell'altro per dare sapidità...?
Morale: il risultato dei miei sforzi culinari è sempre, necessariamente, qualcosa di un po' personalizzato, che a volte mi ricompensa dell'ardire, altre volte (per i più svariati incidenti di percorso), decisamente meno.
Bene, oggi è una delle volte in cui, per fortuna, mi è andata bene. Anzi, forse ancora meglio del previsto. Del resto si trattava della mia prima zuppa, per cui un po' d'ansia per l'ignoto era inevitabile..!
Ma...bando alle chiacchiere:sono impaziente di presentarvi, adattissima a questo clima nefasto (BRRR...) la mia:


Zuppa d'orzo con legumi, wurstel e crostini tostati, aromatizzata alla senape

Ingredienti (per una persona):

1/2 carota, tritata grossolanamente al coltello
1/2 cipolla media, tritata grossolanamente al coltello
1 spicchio d'aglio, schiacciato
olio e.v.o
1/3 scarso di lattina di legumi misti già cotti
50 g di orzo Barilla linea "Orizzonti" ( = quello che cuoce in 15 min)
1/2- 1/3 di wurstel di pollo, tagliati a cubetti molto piccoli
acqua o brodo
1 foglia d'alloro
1/2 fetta di pane casereccio, tagliata a cubetti
parmigiano
1-2 cucchiaini di senape inglese Colmans


Esecuzione:

1. Fare ammorbidire cipolla e carota tritate al coltello in poco olio, senza soffriggerle
2. aggiungere l'aglio schiacciato
3. dopo poco aggiungere i legumi scolati TRANNE L'ORZO
4. aggiungere l'acqua/brodo, l'alloro e regolare di sale
5. dopo circa 15 min aggiungere il wurstel tagliato a cubetti molto piccoli (0,5 cm), la senape e l'orzo
6. (eventualmente aggiungere altra acqua o brodo se si asciuga troppo)
Dopo 30 min. dall'inizio controllare se l'orzo è cotto: dovrebbe impiegare 12 min, ma in realtà ce ne vogliono + di 15.
Intanto, tagliare la fetta di pane a cubetti, e passarli in padella o in forno con un filo d'olio
Quando l'orzo è cotto, servire la zuppa con i crostini e, se piace, del parmigiano grattugiato.
...Essendo piuttosto sistanziosa, va bene come piatto unico!


sabato 23 gennaio 2010

Il primo anno passato insieme...TANTI AUGURI, BLOG..!


Sembra incredibile...ma è già passato un anno.
Un anno, è trascorso, da quel lontano 23 gennaio in cui finalmente un'idea che mi ronzava in testa da tempo è finalmente diventata realtà: creare un blog di cucina tutto mio...!
Sapevo che mi sarebbe piaciuto farlo...sapevo che mi avrebbe dato tante soddisfazioni...ma non credevo che mi ci sarei affezionata così tanto, alla mia piccola "creatura"...! :-)
Solo chi ha un blog, penso, mi può capire fino in fondo.
L'emozione del primo commento, la gioia di veder crescere voi lettori...l'affetto che mi dimostrate in ciò che scrivete...
E poi tutti i blog-amici, che seguo ogni giorno con grande interesse.
Che dire...in un'occasione per me così speciale, nella quale è difficile trovare le parole, solo una cosa mi viene ancora da aggiungere:
Buon Compleanno, ChEpRoFuMiNo.
E speriamo di percorrere ancora tanta strada insieme.